Certificazione Energetica degli Edifici “APE”
  • Lo studio ArchitettiSpaziotre si occupa della CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI, in qualità di tecnici esperti e preparati. Nella Regione Veneto, vanta di avere uno dei pochi professionisti, nel nostro territorio, ad essere iscritto all’Albo dei tecnici certificatori della Regione Lombardia (CENED n° 10686 ) dopo aver frequentato un corso e sostenuto un esame presso una organizzazione preposta di Milano, accreditata SINCERT, ed essere Certificatore ENERGETICO Sacert n° 1073.

    Il vantaggio di rivolgersi ad un CERTIFICATORE ENERGETICO ACCREDITATO

    Il vantaggio di rivolgersi ad un Certificatore Energetico accreditato e allo stesso tempo preparato in risparmio energetico, sostenibilità, bioarchitettura, progettazione e riqualificazione energetica, stima dei costi e benefici, è quello di ottenere, oltre al documento cartaceo “Attestato di Prestazione Energetica” , redatto secondo le Normative Nazionali in vigore, la TARGHETTA che attesta la reale classificazione energetica dell’involucro e che viene rilasciata da ENTE TERZO.

    Ciò consiste nell’ iter di monitoraggio di tutte le fasi della costruzione dell’edificio e prevede:

      • - l’elaborazione di disegni esecutivi che dimostrino l’effettiva eliminazione di tutti i ponti termici,
      • - la verifica in cantiere da parte di un Auditor esterno che monitora le fasi d’opera corrispondenti ai disegni esecutivi prodotti
      • - un report fotografico dettagliato di tutte le fasi della costruzione
      • - test di tenuta all’aria ( blower door test) e indagini puntuali effettuate con la Termocamera a fine lavori per verificare le reali dispersioni dell’edificio

    Fino all’ottenimento di una targhetta energetica, che attesti l’effettiva prestazione energetica dell’involucro edificio, quindi il reale consumo o dispendio di denaro corrispondente alla classe ENERGETICA RAGGIUNTA.

    I requisiti professionali del CERTIFICATORE ENERGETICO

    Cambiano i requisiti professionali che un tecnico deve avere per rilasciare la certificazione energetica degli edifici: ufficiali le modifiche contenute nel Dpr 75/2013 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2013. I tecnici, dipendenti o liberi professionisti, per essere abilitati devono avere una laurea magistrale o specialistica (o da vecchio ordinamento) in una disciplina tecnica fra quelle elencate nel decreto, o diploma di istruzione tecnica, settore tecnologico indirizzo agraria, agroalimentare e agroindustria. In più, devono essere iscritti all’Ordine o Collegio professionale di appartenza e abilitati alla progettazione di edifici e impianti degli edifici in base alla legislazione vigente e devono conseguire attestato di frequenza e superare l’esame finale relativo a specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici.

    Cosa significa CERTIFICARE? qual è la differenza con la superata QUALIFICAZIONE?

    La differenza tra certificare e qualificare è racchiusa principalmente nel modo di redarre un attestato energetico. Certificare presuppone l’essersi documentati in fase di esecuzione dei lavori con report fotografici, che certifichino la reale esecuzione dei lavori, o con l’affiancamento al direttore dei lavori nelle fasi d’opera attinenti il risparmio energetico, le coibentazioni, la posa dei serramenti, per verificare che i nodi costruttivi, di cui si dichiara la correzione o meno dei ponti termici, siano stati, o no, risolti. A volte l’uso di strumenti quali la Termocamera, sono essenziali, soprattutto quando ci si trova a dover operare in un edificio esistente e non si può o non si vuole eseguire indagini distruttive. Si può capire quindi che l’Attestato di Prestazione Energetica non è solo un documento firmato che viene consegnato al committente ai fini di un atto notarile o per stipulare un contratto di affitto o per ottenere l’agibilità di una nuova costruzione o di un edificio ristrutturato.

    L’attestato di certificazione energetica serve a qualcosa!

    La certificazione energetica non è solo un documento nel quale viene riportata la classe energetica di appartenenza di un edificio o di una unità abitativa, ma è un mezzo per simulare e ricercare, a partire dalla fase progettuale o dallo stato di fatto, la soluzione più economica e prestazionale per raggiungere il risultato voluto, riscaldare o raffrescare il meno possibile. Una preparazione tecnica specifica nel campo energetico, tecnico, tecnologico, della progettazione “solare”, dello studio dei materiali, dell’eliminazione dei ponti termici, ecc., fanno sì che il documento “Attestato di PRESTAZIONE energetica” sia un investimento per fare della propria casa una casa a zero spese di riscaldamento.

    La stesura dell’Attestato di Prestazione Energetica è accompagnato da:

    • Sopralluogo dell’edificio, reperimento informazioni (planimetria fornita dal committente)
    • Analisi geometrica e materica del fabbricato (involucro edilizio)
    • Rilievo generatore di calore, C.T. e sistema di distribuzione
    • Contatto con resp. impianto per copia di libretto C.T. ed analisi fumi recente
    • Calcolo delle caratteristiche termiche delle strutture opache
    • Calcolo delle caratteristiche termiche delle strutture trasparenti
    • Calcolo dispersioni termiche e apporti solari
    • Verifica/calcolo delle caratteristiche dell’impianto termico
    • Calcolo del fabbisogno di energia primaria
    • Formulazione di almeno due ipotesi migliorative con i relativi indici di prestazione energetica raggiunti Verifica del costo e del rientro economico di ciascuna ipotesi migliorativa
    • Verifica del comportamento estivo delle strutture esterne, definendone lo sfasamento e l’attenuazione dell’onda termica.
    • Redazione dell’attestato di cert. energetica secondo le Norme nazionali UNITS 11300 PARTE 1° – 2° – 4° ( Linee Guida Nazionali definite dal D.M. del 26/06/2009 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 158 del 10/07/2009)
    • Classificazione dell’edificio in base alle classi energetiche
    • Consegna al cliente di copia cartacea e file digitale dell’A.P.E.

    Normativa di riferimento

    Dal 25 luglio 2009 è a regime la certificazione energetica degli edifici a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 26/06/2009 “Linee Guida Nazionali per la certificazione energetica degli edifici”. Il recente D.L. 4 giugno 2013 n.63, pubblicato sulla G.U. n.130 del 5 giugno 2013, ha modificato il D.Lgs. 19 agosto 2005 n.192. E’ stata definitivamente approvata dal Senato la legge di conversione del D.L. n. 63/2013. Rispetto al testo del DL. 63/2013, in sede in conversione, è stata introdotta una nuova disposizione (il comma 3bis dell’art. 6 del Dlgs n. 192/2005) di grande rilevanza per l’attività notarile, la quale prevede che “L’attestato di prestazione energetica deve essere allegato al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione, pena la nullità degli stessi contratti”.

    Per la “certificazione energetica degli edifici”, il Decreto Legislativo 192/2005 e successive modifiche. stabilisce che:

    • I nuovi edifici devono essere dotati di attestato di prestazione energetica secondo le disposizioni stabilite dal D.Lgs. 19 agosto 2005 n.192 e s.m.i..
    • Dal 1° gennaio 2007 la certificazione energetica è una condizione indispensabile per accedere alle agevolazioni fiscali, previste in Finanziaria, per interventi migliorativi delle prestazioni energetiche degli edifici.
    • Dal 1° luglio 2007 l’attestato di prestazione energetica è obbligatorio per i vecchi edifici (già esistenti o in costruzione alla data di entrata in vigore del D.Lgs.192/2005 (8/10/2005), di superficie utile superiore a 1.000 m2, nel caso di vendita dell’intero immobile.
    • Dal 1° luglio 2008 l’obbligo è esteso agli edifici di superficie utile fino a 1.000 m2 (sempre nel caso di vendita dell’intero immobile).
    • Dal 1° luglio 2009 le unità immobiliari, oggetto di compravendita, devono essere dotate dell’attestato di prestazione energetica.
    • Si informa che a partire dal 6 giugno 2013, ai sensi dell’art.6 del D.L. 4 giugno 2013 n.63 pubblicato sulla G.U. n.130 del 5 giugno 2013, l’Attestato di Certificazione Energetica (A.C.E.) è denominato Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.) mentre il suo contenuto rimane invariato fintantoché non vengano emanati decreti di modifica della metodologia di calcolo attualmente in uso contenuta nel D.M. 26/06/2009 “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”.
    • Come stabilito dal Decreto Legge 4 giugno 2013 n. 63, dal 6 giugno 2013 in caso di nuova locazione il proprietario è tenuto a produrre l’Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.) e nei contratti di locazione è inserita apposita clausola con la quale il conduttore dà atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione comprensiva dell’attestato relativo alla prestazione energetica dell’edifico o dell’unità immobiliare.
    • Gli annunci di offerta di vendita o di locazione di edificio o di unità immobiliare tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali, riportano l’indice di prestazione energetica dell’involucro edilizio e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente.

    Modalità di invio dell’attestato di prestazione energetica alla REGIONE VENETO

    La Giunta Regionale del Veneto, con D.G.R.V. n.659 del 17.04.2012, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n.34 del 27 aprile 2012, ha stabilito che dal 02 maggio 2012 deve essere utilizzato unicamente l’applicativo Ve.Net.energia-edifici per la trasmissione alla Regione del Veneto degli Attestati di Prestazione Energetica degli Edifici, con le modalità operative indicate nel manuale operativo.

Progettazione certificata CASACLIMA e SACERT
  • Lo studio ArchitettiSpaziotre si occupa della progettazione di edifici ad altissima efficienza energetica secondo il modello certificato CASACLIMA di Bolzano o SACERT di Milano. Questi modelli di certificazione volontari nascono dall’esigenza di voler dare un valore aggiunto alla costruzione della propria casa, trattandosi non di un semplice documento cartaceo che riporti i valori presunti, non verificati, di prestazione energetica dell’edificio, come la Normativa Nazionale richiede, ma di un iter di monitoraggio di tutte le fasi della costruzione.

    La certificazione CASACLIMA o SACERT prevede:

    • - l’elaborazione di disegni esecutivi che dimostrino l’effettiva eliminazione di tutti i ponti termici,
    • - la verifica in cantiere da parte di un Auditor esterno che monitora le fasi d’opera corrispondenti ai disegni esecutivi prodotti
    • - un report fotografico dettagliato di tutte le fasi della costruzione
    • - test di tenuta all’aria ( blower door test) e indagini puntuali effettuate con la Termocamera a fine lavori per verificare le reali dispersioni dell’edificio

    fino all’ottenimento di una targhetta energetica, rilasciata da ENTE TERZO, che attesti l’effettiva prestazione energetica dell’edificio, quindi il reale consumo o dispendio di denaro corrispondente alla classe ENERGETICA RAGGIUNTA.

    Le caratteristiche fondamentali di una casa ad ENERGIA ZERO

    Una buona coibentazione di tutte le strutture esterne dell’edificio, infissi isolati con vetro basso emissivo, l’assenza di ponti termici, ermeticità all’aria, sono fattori che sicuramente contribuiscono a raggiungere alte prestazioni energetiche, ma la componente fondamentale è ” PROGETTARE CON IL SOLE“, solo così, sfruttando al meglio gli apporti solari nelle stagioni fredde, e, prevedendo opportune schermature nelle stagioni calde, associando a questo un sistema naturale di circolazione dell’aria, aiutano a raggiungere l’obiettivo ENERGIA ZERO.

    Più comfort – meno impianti

    Il principio generale di una casa ad altissima efficienza energetica è innanzitutto quello di dar COMFORT alle persone che vi abitano. Non si sente mai parlare di comfort, tutti pensano sempre a quanto si spenderà di riscaldamento, di raffrescamento, di gestione generale della casa. Le due cose sono comunque correlate, perchè l’isolamento eccellente dell’involucro esterno, l’ermeticità dello stesso, è condizione necessaria per SCALDARE il meno possibile L’ARIA degli ambienti, avendo già le pareti una temperatura superficiale buona, circa 18 gradi. Si riducono così i consumi, ma aumenta soprattutto il comfort , in quanto l’aria fresca all’interno dell’edificio permette di percepire un comfort diverso.

    Perché gli edifici dovrebbero essere a tenuta all’aria? Non dovrebbero respirare?

    La sana qualità dell’aria all’interno degli ambienti deve essere assicurata dall’apertura tradizionale delle finestre o da un impianto di ventilazione meccanica controllata. Una buona tenuta all’aria delle strutture esterne dell’edificio previene all’aria presente in casa di non “fuggire” attraverso le fessure. Le fessure permetterebbero all’aria di raffreddarsi, facendo condensare l’umidità contenuta nell’aria e mettendo così l’edificio a rischio di diventare sempre più umido e facilitare la crescita di muffa. Questo non accadrà mai in una casa che ha ottenuto la Certficazione CASACLIMA o SACERT.

    Qual è la differenza tra i due tipi di Certificazione CASACLIMA e SACERT?

    I due modelli di certificazione si equivalgono dal punto di vista dell’iter di certificazione, monitoraggio e verifiche finali, rilascio della Targhetta dell’efficienza energetica dell’involucro. La differenza essenziale è quella che SACERT applica le Normative Nazionali (UNITS 11300) , il modello CASACLIMA, invece, ha elaborato un proprio software, che calcola la classificazione energetica dell’involucro, sulla base del quale viene rilasciata la targhetta.

    Qual’è la differenza tra AVERE UN EDIFICIO CERTIFICATO da ente terzo e avere solo l’ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA?

    Termografia del particolare della non tenuta all’aria del serramento

    Esempio di una Certificazione Energetica Nazionale in classe A.

    Con una verifica volontaria, effettuata dopo che un tecnico aveva rilasciato la certificazione energetica Nazionale, con semplici prove a tenuta all’aria e indagini termografiche, si è verificata la mancata tenuta all’aria dei serramenti. In termici numerici, quindi, quella classe A diventava una classe B per le reali dispersioni, non più teoriche, ma misurate. L’iter costruttivo e lo studio dei nodi critici viene risolto e controllato in modo scrupoloso nelle case certificate CASACLIMA e SACERT, il problema della tenuta all’aria viene risolto a priori.

BIOARCHITETTURA socio “ANAB” PROGETTAZIONE BIOCLIMATICA
  • Lo studio Architetti Spaziotre si occupa di consulenza e progettazione di edifici in bioarchitettura, in qualità di tecnici iscritti all’elenco TECNICI BIOEDILI ANAB (Associazione Nazionale di Bioarchitettura), il percorso formativo prevede la frequenza di due corsi, il superamento di un esame e la preparazione di un progetto in bioarchitettura.

    Cosè ANAB “ASSOCIAZIONE NAZIONALE di BIOARCHITETTURA”

    L’Anab (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica) nasce nel 1989, prima associazione nazionale del settore, dalla spinta principalmente ideale di un gruppo di architetti di diverse parti d’Italia accomunati dalla sensibilità per le tematiche ambientali e preoccupati dal progressivo degrado culturale, etico e materiale della loro professione, dalla devastazione inarrestabile del territorio e dalla sempre maggiore pericolosità dei materiali e delle tecniche costruttive utilizzate in edilizia per la salute dell’ambiente e dei suoi abitanti. Le finalità che Anab si è data si fondano sulla convinzione che se la casa è un bisogno primario per l’uomo, l’edilizia, paradossalmente, è diventata una delle attività umane a più alto impatto ambientale.
    Quindi, se il semplice atto dell’abitare può trasformarsi in un pericolo per la salute, è urgente procedere in almeno tre direzioni:

    • qualificazione professionale dei progettisti e degli operatori del ciclo edilizio, per costruire una consapevolezza ecologica del proprio lavoro.
    • certificazione e promozione dei metodi costruttivi e dei materiali che rispettano gli esseri viventi e il loro ambiente.
    • sensibilizzazione degli utenti della casa sui pericoli insiti nell’attuale modello produttivo del settore edilizio e sulla necessità di modificarne radicalmente gli indirizzi.

SB 100: metodo di calcolo della sostenibilità di un edificio

SB100 è il sistema per conoscere la sostenibilità di un edificio e consente di calcolare le prestazioni di edifici esistenti, da recuperare o di nuova costruzione con diverse destinazioni d’uso (residenziale, terziario, produttivo) individuando le cose più giuste da fare per ottenere la qualità desiderata.
SB100 si usa attribuendo un punteggio a 100 azioni selezionate come indicatori della qualità ambientale, sociale ed economica in un modo semplice e comprensibile

Protocollo di Kyoto = ridurre al minimo le emissioni di gas serra

Nel 1997 venne raggiunto un accordo firmato inizialmente da 84 stati, sulla riduzione delle emissioni di biossido di carbonio in atmosfera, che sono la cause principale del cambiamento del clima globale e dell’effetto serra. Il tema della sostenibilità parte da qua, rappresenta la sensibilità alle tematiche ambientali in tutti i suoi aspetti. Le strategie per raggiungere questo obiettivo sono tre: risparmio energetico, bioarchitettura, quindi costruzioni che usino materiali naturali, poco inquinanti e l’uso di fonti energetiche rinnovabili come il sole, l’acqua e la biomassa.

Migliorare la qualità della nostra vita

Per mezzo di una cultura dell’edilizia eco-socialmente orientata si potrebbero ridurre fortemente la lamentata paralisi dei cittadini, la svogliatezza politica, la mancanza di responsabilità, paura, l’atteggiamento egoistico. Basterebbe poco per migliorare la qualità della nostra vita, partendo proprio da ciò che tutti teniamo tanto a cuore: la casa. La creazione di spazi a contatto con la natura per tutti, la costruzione di villaggi ecologici e insediamenti decentrati dove l’integrazione UOMO-NATURA-ARHITETTURA

La sensibilità del bioarchitetto è ben visibile dai suoi punti di partenza , quali:

  • - Considerare la casa ed i suoi arredi come organismo integrato in tutte le sue relazioni globali tra abitanti e l’ambiente abitato.
  • - Avere la consapevolezza, quale responsabilità sociale e professionale, che al centro dell’evento edilizio stanno il benessere, la salute e la Dignità dell’uomo.
  • - La capacità di trasferire nella pratica le conoscenze teoriche acquisite sul costruire, abitare e organizzare orientati alla conservazione della salute e alla cultura bioecologica
  • - Valutare, progettare, arredare, risanare edifici, appartamenti, luoghi di lavoro secondo i principi dell’architettura bioecologica
  • - Favorire i metodi costruttivi economici ed il lavoro artigianale
  • - Vedere ed integrare la protezione della natura , dell’ambiente e dell’uomo nella sua globalità.

Una Casa Ecocompatibile

Usare materiali naturali è una delle strategie per immettere in atmosfera meno gas serra, ma per realizzare un edificio ecocompatibile sono molteplici gli aspetti da considerare, ne citiamo alcuni:

  • - Il prodotto o materiale usato deve derivare da materie prime abbondanti, rigenerabili, deve richiedere ridotti consumi energetici per la trasformazione, il trasporto e consentire condizioni di lavoro non pericolose per la salute
  • - La reperibilità in loco è indice di riduzione dei consumi energetici relativi al trasporto, ma anche per valorizzare la tradizione e l’esperienza dell’industria e dell’artigianato locali e salvaguardare aspetti formali e materici caratterizzanti l’identità e l’immagine di ogni particolare ambiente urbano
  • - Piacevolezza, derivante dalle sensazioni visive, olfattive e tattili indotte
  • - Riciclabilità, ovvero l’attitudine dei prodotti finiti ad essere reimpiegati anche in corso di ristrutturazione o demolizione di un fabbricato, o comunque la possibilità di riciclare i minerali grezzi di base utilizzati
  • - Permeabilità alle radiazioni naturali, per assicurare la partecipazione dell’organismo a tutte le funzioni vitali dell’ambiente circostante
  • - Il materiale utilizzato deve risultare esente da emissioni nocive, sia in fase di produzione, posa, uso e al momento della sua eliminazione, inoltre deve essere inattaccabile da muffe, batteri o altri microorganismi nocivi

Costruire con il legno

Il legno ha delle ottime caratteristiche intrinseche: è leggero, solido, resistente e versatile. E’ un materiale vivo che si adatta al clima e all’ambiente, è un materiale di lunga durata e necessita di pochissima manutenzione se è protetto. E’ un ottimo isolante termico ed acustico, ed è una materia prima rigenerabile. Il legno non incide negativamente sulle risorse ambientali. Le costruzioni in legno sono antisismiche e garantiscono una sicurezza antincendio pari alle costruzioni convenzionali. Gli edifici con struttura portante in legno hanno il vantaggio di creare pochi ponti termici.

Sistemi di riscaldamento alternativi: la climatizzazione naturale

Si creano ambienti salubri e gradevolmente temperati. La climatizzazione naturale viene ottenuta con impianti di riscaldamento e raffrescamento completamente nascosti dietro le pareti. Sono elementi modulari che trasmettono la loro temperatura all’interno delle pareti, che a loro volta irradiano il calore o il raffrescamento in tutto l’ambiente. La climatizzazione interna è piacevole e salubre, con un grado di umidità regolato in modo naturale, inoltre avere pareti calde consente di abbassare notevolmente il riscaldamento dell’aria interno, risparmiando e immettendo sicuramente meno gas tossici in atmosfera.

Progettazione Bioclimatica

Il titolo stesso lo dice: progettazione. Il punto di partenza per avere un edificio sostenibile, che consumi pochissima energia per riscaldarlo e quindi immetta in atmosfera altrettanto poca anidride carbonica, è la progettazione dell’edificio stesso. Il ruolo dell’architetto diventa importantissimo per raggiungere questo scopo. I fattori che dovrà considerare nella progettazione sono:

  • - Le condizioni climatiche locali
  • - L’orientamento dell’edificio
  • - Gli elementi ombreggianti nell’ambiente esterno
  • - Il rapporto tra superficie dell’involucro e volumetria
  • - la disposizione dei locali

L’isolamento dell’involucro edilizio deve essere dimensionato considerando sia l’inverno che l’estate, deve ridurre le perdite di calore d’inverno al minimo, quindi è indispensabile pensare ad un sistema di ventilazione meccanica controllata degli ambienti, con recuperatore di calore; si deve pensare a rinunciare al sistema di riscaldamento tradizionale e coprire il fabbisogno termico residuo con il sole e le altre fonti energetiche gratuite. La produzione dell’acqua calda deve essere demandata all’uso del collettore solare o una pompa di calore e all’interno della casa si devono predisporre apparecchiature elettriche ad alta efficienza energetica, il cui consumo viene coperto dai pannelli fotovoltaici.
D’estate un efficiente involucro non si riscalda facilmente, il surriscaldamento degli ambienti può verificarsi solo quando la luce diretta penetra dalle finestre e l’aria calda si diffonde nell’edificio. Il passaggio della luce è facilmente evitabile con idonee schermature che ombreggino le finestre.
Inoltre per garantire la ventilazione naturale, che limita così l’uso dei condizionatori e il consumo di energia elettrica, è sufficiente prevedere sbocchi d’aria in alto ed ingressi d’aria in basso. Quanto detto è essenzialmente dovuto a due motivi:

  • - Effetto camino: l’aria calda è meno densa di quella fresca e tende a salire verso l’alto. Il fenomeno è così chiamato perché i camini sono progettati proprio sfruttando il principio per cui i fumi caldi tendono a salire verso l’alto e sono pertanto facilmente incanalabili per essere condotti all’esterno;
  • - Ventilazione incrociata: a causa della circolazione del vento, sui due lati opposti dell’edificio si crea una differenza di pressione che, se sono presenti finestre, provoca movimento d’aria. La ventilazione naturale è fondamentale in estate quando il movimento d’aria, aumentando lo scambio di calore tra il corpo umano e l’ambiente, fornisce una sensazione di benessere, e questo si può ottenre sempre con una buona progettazione iniziale delle aperture e dell’orientamento.
FENG SHUI GEOBIOLOGIA ELETTROMAGNETISMO
  • Lo studio ArchitettiSpaziotre si occupa di consulenza e progettazione in bio-architettura, essa racchiude al suo interno discipline orientali come il Feng Shui e discipline occidentali , complementari al Feng Shui, come la geobiologia e l’elettromagnetismo che cercano di annullare gli effetti dannosi delle energie negative sulla salute dell’uomo.

    Feng Shui

    Un famoso detto Cinese recita: “ gli occidentali contano gli alberi, gli orientali contemplano la foresta”.
    Il Feng Shui è basato sui principi filosofici che costituiscono i pilastri delle credenze e della cultura cinese, è basato sui concetti di ARMONIA, EQUILIBRIO, sui CINQUE ELEMENTI; racchiude principi e attenzioni riconducibili all’interno della nostra Bioarchitettura. In Oriente le forme sono l’effetto di forze naturali, dell’energia vitale, i luoghi della casa devono essere in armonia tra di loro e con l’ambiente che la circonda, perché le energie degli ambienti circostanti potrebbero vanificare le soluzioni di equilibrio adottate all’interno della casa. . La fortuna del Feng Shui, nasce dall’esigenza del moderno pensiero ecologico di trovare una conferma al concetto di ecosistema, organismo vivente . Insegna a scegliere il sito per una costruzione e a vivere in armonia con le ENERGIE del luogo.
    La disciplina del Feng Shui si basa su flussi di energia (ad esempio il CHI) , il quale deve entrare dolcemente all’interno della casa, e poi uscire dopo aver portato beneficio a tutte le zone dell’abitazione, da qui importante la posizione degli arredi e la correlazione tra porta d’ingresso e scale o tra porta d’ingresso ed eventuali specchi in soggiorno, o la posizione della porta d’ingresso rispetto alla strada. Così come la forma stessa dell’edificio può generare armonia ed equilibrio più di altre.
    Anche combinando tra loro i 5 elementi ( legno, fuoco, terra, metallo, acqua) si creano energie che possono interagire tra loro secondo la sequenza detta del “Ciclo costruttivo” generativo.

    Geobiologia

    La geobiologia è la “scienza” che studierebbe l’influenza che le reti geomagnetiche, le correnti cosmo telluriche, l’incidenza di faglie geologiche, insieme alla presenza di falde di acqua sotterranea, hanno sulla salute dell’uomo; esse infatti possono essere fonte di disturbi quali l’insonnia, emicrania, irrequietezza.
    Secondo il ricercatore Hartmann molte patologie dell’essere umano sono correlate alle energie geopatogene della terra. Individuare i punti radianti, sapendo come essi influiscono nel tempo sul corpo umano è il compito del Bio-architetto, che ha il dovere, nella progettazione di un edificio, soprattutto se si tratta di una abitazione, di studiare la distribuzione degli ambienti e degli arredi, sovrapponendo alla pianta della casa, le reti di Hartmann e di Curry, ed evitando le zone di incrocio (punti geopatogeni negativi) per le zone di permanenza.

    La rete di Hartmann e di Curry

    Genericamente la rete di Hartmann viene definita una griglia di passo 2 m per 2.5 m ricoprente la Terra e uscente radialmente da essa; quella di Curry, invece, diagonale alla prima, di passo 1 m per 1 m.
    Le geopatie, in questa visione del mondo, sarebbero le malattie causate dallo stazionamento sopra le zone di incrocio della rete di Hartmann, dove si hanno i cosiddetti nodi di Hartmann (chiamati anche \nodi radianti” o \punti cancro”).
    L’altra rete di natura elettrica e di struttura cubica, di passo 3,5m per 3,5 m, scoperta dal Dott. Manfred Curry, si posiziona diagonalmente rispetto a quella di Hartmann. Le fasce si propagano da nord nord-ovest a sud sud-est e da sud sud-ovest a nord nord-est, formando un angolo di circa 45° rispetto all’asse magnetico terrestre. I nodi perturbanti, che nella Rete di Hartmann possono raggiungere, se non amplificati da altri fattori, una dimensione di circa 30 cm. di diametro, nella Rete di Curry possono arrivare ad assumere dimensioni di 1 mt.
    Secondo gli esperti, il sostare per lunghi periodi sopra uno di tali nodi potrebbe essere estremamente dannoso per la salute, soprattutto se sotto al nodo (anche a profondita di centinaia di metri) ci dovessero essere falde acquifere oppure faglie, che sono ritenute in grado di intensificare le \radiazioni nocive” sviluppate dal nodo.
    Di qui la necessita’ di correre ai ripari progettando abitazioni in luoghi non radianti, e, dove vi sia gia’ la costruzione, eseguendo mappature dettagliate della posizione dei nodi piu patogeni al fine o di spostare i letti e le scrivanie al di fuori delle zone a rischio, o di schermare i nodi critici in modo adeguato.

    Inquinamento elettromagnetico

    La bioarchitettura ha molto a cuore il tema dell’inquinamento elettromagnetico negli edifici, in quanto altera il livello naturale dei campi magnetici naturali; con lo sviluppo tecnologico il normale livello di emissione elettromagnetica si è innalzato così tanto da diventare una minaccia per la salute.
    Qualunque apparecchio che funziona ad energia elettrica emette un campo elettrico e un campo magnetico a bassa frequenza. All’interno dell’abitazione i campi elettrici e i campi magnetici di questo tipo più rilevanti sono generati dagli elettrodomestici. Il campo magnetico, dipende dalla corrente e si ha quando l’apparecchio è acceso e circola corrente. Il campo elettrico, dipende dalla tensione e viene emesso anche quando l’apparecchio è spento ma ha il cavo collegato alla presa elettrica. Il campo elettrico e il campo magnetico sono generati da apparecchi fissi, come lavatrici e lavastoviglie, e da apparecchi portatili come il rasoio elettrico e il phon.
    Per avere una casa salubre, nella quale gli effetti dell’inquinamento elettrico siano minimizzati il più possibile, è necessario progettare l’arredamento e l’impianto elettrico insieme, di modo che il secondo venga schermato nelle zone del riposo e del relax, o comunque progettato per alterare il meno possibile i campi magnetici naturali.

SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE metodo “LEED”
  • Lo studio Architetti Spaziotre si occupa di consulenza in sostenibilità ambientale, in quanto è uno dei punti di partenza per progettare un edificio in bioarchitettura. Non possiamo prescindere dalla sostenibilità del sito, dalle risorse che usiamo, gestiamo e consumiamo sia in fase di costruzione, di esercizio di un fabbricato e poi di smaltimento. Il benessere psicofisico è dato sia dalla qualità dell’ambiente interno, ma anche da ciò che ci circonda.

    Cosè LEED

    LEED® – Leadership in Energy and Environmental Design – è un sistema di certificazione degli edifici che nasce su base volontaria e che viene applicato in oltre 140 Paesi nel mondo. Lo standard LEED nasce in America ad opera di U.S.Green Building Council (USGBC), associazione no profit nata nel 1993, che conta ad oggi più di 20.000 membri e che ha come scopo la promozione e lo sviluppo di un approccio globale alla sostenibilità, dando un riconoscimento alle performance virtuose in aree chiave della salute umana ed ambientale.
    Gli standard LEED, elaborati da USGBC e presenti anche in Italia grazie al lavoro di GBC Italia che ne ha creato una versione locale, indicano i requisiti per costruire edifici ambientalmente sostenibili, sia dal punto di vista energetico che dal punto di vista del consumo di tutte le risorse ambientali coinvolte nel processo di realizzazione.
    LEED è un sistema volontario e basato sul consenso, per la progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili ed aree territoriali ad alte prestazioni e che si sta sviluppando sempre più a livello internazionale; può essere utilizzato su ogni tipologia di edificio e promuove un sistema di progettazione integrata che riguarda l’intero edificio.

    Struttura e livelli di LEED

    Il sistema di certificazione degli edifici LEED rappresenta un quadro flessibile che permette ai gruppi di progettazione e di costruzione di valutare la strategia che ottimizza il rapporto fra edificio e l’ambiente circostante. Il sistema di rating LEED si struttura in 7 sezioni organizzate in prerequisiti e in crediti. I prerequisiti di ogni sezione sono obbligatori affinchè l’intero edificio possa venire certificato; i crediti possono essere scelti in funzione delle caratteristiche del progetto. Dalla somma dei punteggi dei crediti deriva il livello di certificazione ottenuto.
    Di seguito vengono elencate le sezioni che compongono LEED:

      • Sostenibilità del Sito (1 prerequisito, 8 crediti – max 26 punti): questa sezione affronta gli aspetti ambientali legati al sito entro il quale verrà costruito l’edificio e al rapporto di questo con l’intorno. Gli obiettivi sono limitare l’impatto generato dalle attività di costruzione, controllare il deflusso delle acque meteoriche, stimolare modalità e tecniche costruttive rispettose degli equilibri dell’ecosistema.
      • Gestione delle Acque (1 Prerequisito, 3 Crediti – max 10 punti): questa sezione approccia le tematiche ambientali legate all’uso, alla gestione e allo smaltimento delle acque negli edifici monitorando l’efficienza dei flussi d’acqua e promuovendo la riduzione dei consumi idrici e il riutilizzo delle acque meteoriche.
      • Energia ed Atmosfera (3 Prerequisiti, 6 Crediti – max 35 punti): in questa sezione viene promosso il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, l’impiego di energia proveniente da fonti rinnovabili o alternative e il controllo delle prestazioni energetiche dell’edificio.
      • Materiali e Risorse (1 Prerequisito, 7 Crediti – max 14 punti): in quest’area vengono prese in considerazione le tematiche ambientali correlate alla selezione dei materiali, alla riduzione dell’utilizzo di materiali vergini, allo smaltimento dei rifiuti e alla riduzione dell’impatto ambientale dovuto ai trasporti.
      • Qualità ambientale Interna (2 Prerequisiti, 8 Crediti – max 15 punti): questa sezione affronta le preoccupazioni ambientali relazionate alla qualità dell’ambiente interno, che riguardano la salubrità, la sicurezza e il comfort, il consumo di energia, l’efficacia del cambio d’aria e il controllo della contaminazione dell’aria.
      • Innovazione nella Progettazione (2 crediti – max 6 punti): questa sezione ha come obiettivo l’identificazione degli aspetti progettuali che si distinguono per le caratteristiche di innovazione e di applicazione delle pratiche di sostenibilità nella realizzazione di edifici.
    • Priorità Regionale (1 Credito – max 4 punti): tale area ha come obiettivo quello di incentivare i gruppi di progettazione a focalizzare l’attenzione su caratteristiche ambientali del tutto uniche e peculiari della località in cui è situato il progetto.

    Livelli di certificazione

    La somma dei punteggi dei crediti determina il livello di certificazione dell’edificio. Su 110 punti disponibili nel sistema di rating LEED, almeno 40 devono essere ottenuti per livello di certificazione base.
    I livelli di certificazione si articolano su 4 livelli in funzione del punteggio ottenuto:

    Base Argento Oro Platino
    (40-49 punti) (50-59 punti) (60-79 punti) (80 punti e oltre)
Ristrutturazione e Riqualificazione Energetica
  • Lo studio Architetti Spaziotre si occupa di ristrutturazione e riqualificazione energetica di edifici esistenti.
    Il nostro patrimonio edilizio è per il 60% degli anni 1960 , un periodo storico di grande sviluppo edilizio che aveva per lo più lo scopo di dare un contenitore alle famiglie dopo la guerra . Sono immobili senza isolamenti, con serramenti scadenti, a volte con controfinestre in alluminio. Il valore attuale di questi immobili è legato prevalentemente alla loro posizione , spesso centrale dei centri abitati e alla loro superficie interna, ampia rispetto alla contrazione degli spazi abitativi di edifici degli ultimi anni.
    Qualsiasi intervento di ristrutturazione merita un’analisi tecnica in fase preliminare: sono frequenti i casi di richiesta di consulenza professionale dopo che i proprietari hanno ristrutturato in proprio gli interni senza comprendere che con valutazioni preliminari si sarebbero potuti risolvere difetti o carenze dell’immobile in fase preventiva, ottimizzando costi e soluzioni.
    Il nostro approccio alla ristrutturazione passa attraverso dei passaggi fondamentali, una check list delle priorità:

    • analisi del fabbricato e delle sue strutture (crepe, infiltrazioni, umidità di risalita), attraverso analisi in sito, termografia, blower door test
    • diagnosi energetica attuale dell’edificio, valutazioni sui consumi energetici e sugli impianti
    • Progetto di ristrutturazione: proposta di soluzione delle problematiche riscontrate, miglioramento energetico ed acustico delle strutture, soluzione di ponti termici, quantificazione dei costi e benefici, programma dei lavori , visualizzazione grafica tridimensionale dell’edificio post intervento
    • certificazione energetica dell’edificio dopo l’intervento di riqualificazione

    Questo modo di affrontare il tema delle ristrutturazioni garantisce al committente a fronte di un investimento sul proprio bene un risparmio energetico sicuro, maggior comfort abitativo e valore aggiunto all’immobile, che si rivaluterà nel tempo e non meno importante, la serenità di avere fatto qualcosa di concreto per l’ambiente riducendo le emissioni di CO2.
    Come su edifici nuovi anche su questi interventi possiamo offrire la certificazione CasaClima o di altri enti certificatori.

Consulenza-Diagnosi Energetica Costi-Benefici
  • Lo studio ArchitettiSpaziotre si occupa di consulenza energetica ed analisi dei costi-benefici, essendo parte integrante sia delle Certificazioni Energetiche, sia della progettazione e ristrutturazione energetica degli edifici; questo può farlo, avendo maturato negli anni una preparazione tecnica e specifica nei campi coinvolti: energetico, bioclimatico, tecnologico, della progettazione “solare”, dello studio dei materiali, dell’eliminazione dei ponti termici, ecc.
    Nello specifico viene eseguita una diagnosi energetica, di pari passo con le scelte progettuali che si vogliono realizzare, questo ha lo scopo di trovare la soluzione più economica e prestazionale per raggiungere il risultato voluto, riscaldare o raffrescare il meno possibile, cioè determinare delle spese di gestione dell’immobile che siano nulle nel caso di un edificio Passivo, quasi vicine allo zero nel caso di edifici ad altissimo risparmio energetico.
    L’analisi costi-benefici consente di mettere in relazione il costo dell’intervento di risparmio energetico che si vuole attuare nell’immediato, con il denaro che si risparmia negli anni, dovuto al miglioramento dell’indice di prestazione energetica che questo intervento ha comportato, da questa relazione si riesce a determinare il numero degli anni che ci vorranno per ripagare l’intervento e qual è in virtù di questo l’intervento più conveniente da attuare.

Detrazioni IRPEF Incentivi GSE
  • Lo studio Architetti Spaziotre fornisce consulenze in merito alle detrazioni Irpef, al Conto Energia o al Conto Termico e relativi incentivi promossi dal Gse, e più in generale è attenta all’evolversi e modificarsi delle normative che regolano gli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico. Per la detrazione irpef sul risparmio energetico ( attualmente pari al 65%) esegue per conto della clientela, sia la certificazione energetica obbligatoria per poterne usufruire e la pratica on line sul sito dell’ENEA.

    Detrazioni IRPEF
    LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE E RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA

    Il decreto legge 83/2012, Decreto Crescita e Sviluppo, ha introdotto alcuni cambiamenti sulla detrazione fiscale applicabile ai lavori di ristrutturazione e recupero edilizio effettuati tra il 26 giugno 2012 (data della pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale) fino al 30 giugno 2013: in questo periodo di tempo la detrazione fiscale passa dal 36% al 50% e l’importo massimo delle spese per le quali sarà possibile richiedere la detrazione sale da 48 mila euro a 96 mila euro.
    Attraverso il d.l. 63/2013 del 4 giugno 2013 il Bonus Irpef al 50% valido per i lavori di ristrutturazione e riqualificazione edilizia è stato prorogato fino al 31 dicembre 2013.
    Per beneficiare del bonus al 50% è necessario che i pagamenti dei lavori di ristrutturazione vengano effettuati all’interno del periodo di tempo indicato dal d.l., quindi possono rientrare nell’agevolazione anche i lavori iniziati prima dell’entrata in vigore del decreto legge. Secondo quanto specificato dal Ministero dell’Economia, infatti, occorre dunque far riferimento al criterio di cassa e non al periodo di esecuzione dei lavori. Come per la normale detrazione al 36%, anche il bonus al 50% è destinata alle spese di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento, ristrutturazione di immobili residenziali e per la manutenzione ordinarie di parti comuni condominiali. Come già previsto per la detrazione al 36%, anche quella al 50% è da intendersi suddivisa in 10 quote annuali, mentre fino al 31 dicembre 2013 sono da ritenersi valide le spese sostenute che possono godere di tale detrazione maggiorata. Le spese di ristrutturazione dichiarata oltre questa data torneranno a godere dell’agevolazione con aliquota al 36%.
    Gli interventi che posso rientrare nella detrazione riguardano non solo i lavori di ristrutturazione, anche di manutenzione ordinaria, effettuati su tutte le parti comuni di edifici residenziali, ma anche la rimozione di barriere architettoniche, l’installazione di ascensori e strumenti idonei a favorire la mobilità di disabili, cablatura di immobili, realizzazione di opere finalizzate al risparmio energetico e alla sicurezza contro le intrusioni e a prevenire infortuni domestici. Inoltre, all’interno delle spese di ristrutturazione valide per il bonus fiscale rientrano anche la realizzazione di autorimesse e posti auto pertinenziali, la ricostruzione o il ripristino di immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi (nel caso sia stato dichiarato lo stato di emergenza).

    ACQUISTO DI ELETTRODOMESTICI E MOBILI

    Il d.l. 63/2013 estende il Bonus Irpef al 50% anche per spese su elettrodomestici e mobili destinate all’immobile ristrutturato ed effettuate nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2013. Per questa tipologia di spesa il tetto massimo è di 10 mila euro e gli acquisti devono essere stati effettuati tra il 6 giugno e il 31 dicembre del 2013. È bene ricordare che la soglia massima di spesa per i mobili va a sommarsi a quella destinata alla ristrutturazione e riqualificazione edilizia. Affinché sia possibile usufruire dell’agevolazione anche per le spese sostenute per l’acquisto di elettrodomestici, è necessario che questi siano di classe non inferiore alla “A+” per quanto riguarda i grandi elettrodomestici, e di classe non inferiore ad “A” per quanto riguarda i forni e le apparecchiature che richiedono l’etichetta energetica.

    LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

    All’interno del decreto Crescita e Sviluppo del 2012 era stata inserita anche una variazione della detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica: per questa tipologia di lavori la detrazione fiscale era stata portata al 55%. In seguito, il decreto legge che ha prorogato fino al 31 dicembre 2013 le agevolazioni fiscali ha concesso un innalzamento dal 55% al 65% del Bonus Irpef destinato ai lavori di riqualificazione energetica degli immobili.
    A differenza del bonus sulle ristrutturazioni, potranno beneficiare della detrazione tutte le persone fisiche che possiedono un immobile a qualsiasi titolo, compresi quindi anche chi è in affitto e usufrutto. Gli interventi di riqualificazione energetica dovranno inoltre essere effettuati su edifici già esistenti e non sarà applicabile su quelli ancora in costruzione.
    Tra gli interventi di riqualificazione energetica che rientrano all’interno della detrazione ci sono le spese di riqualificazione globale su edifici esistenti (per una cifra massima sulla quale applicare la detrazione di 100 mila euro), interventi su involucri degli edifici, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, pompe di calore ad alta efficienza e gli impianti geotermici (per questi interventi la cifra massima è di 60 mila euro), e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione (30 mila euro è la cifra massima sulla quale detrarre l’Irpef).
    Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono presenti le GUIDE FISCALI aggiornate.

    GSE : incentivi per il FOTOVOLTAICO e conto TERMICO
    CONTO ENERGIA DEL GSE

    Con il DM 5 luglio 2012 era entrato in vigore il quinto Conto Energia per il fotovoltaico , il 6 luglio 2013, Il Contatore Fotovoltaico presente sul sito del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha già raggiunto il valore di costo indicativo cumulato annuo degli incentivi di 6 miliardi e 700 milioni di euro.
    Ciò significa che se il GSE non permette più di usufruire degli incentivi per l’installazione degli impianti fotovoltaici, è importante segnalare che esiste una strada alternativa interessante di cui tener conto.
    Si tratta dell’agevolazione IRPEF del 50% sulle ristrutturazioni edilizie (Art. 16 bis del TUIR) applicabile agli investimenti per l’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti di energia rinnovabile, tra i quali rientrano anche gli impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica

    CONTO TERMICO

    Il DM 28/12/12 ha promosso i seguenti interventi di piccole dimensioni relativi a impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza: l’incentivo copre il 40% dell’investimento ed è spalmato in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni. I tetti massimi sono differenziati in base all’intervento e alla potenza dell’impianto, come indicato nell’Allegato I.
    Possono accedere all’incentivo i soggetti privati, cioè persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario.
    L’incentivo può essere assegnato esclusivamente agli interventi che non accedono ad altri incentivi statali. I privati in alcuni casi potranno quindi scegliere se fare domanda per il bonus del 40% o per quello del 55% che, anche se più alto, viene rimborsato in dieci anni. Nessuna scelta invece per le Amministrazioni, che non potendo accedere al 55% dovranno optare per il nuovo Conto Termico.

    Interventi incentivabili

    • - la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica, con potenza termica nominale inferiore a 1000 Kw;
    • - la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa con potenza termica nominale inferiore a 1000 Kw;
    • - l’ installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling, di superficie solare lorda inferiore a 1000 metri quadri;
    • - la sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.

    Tra le spese ammissibili, che concorrono al calcolo dell’incentivo, sono inclusi smontaggio e dismissione dei vecchi impianti, fornitura dei materiali e posa in opera, opere idrauliche e murarie eventualmente necessarie, interventi sulla rete di distribuzioni e prestazioni professionali.
    Per accedere ai bonus, gli impianti devono presentare alcune prestazioni minime. Le caldaie a biomassa, sono incentivabili se installate in sostituzione di caldaie e di impianti per il riscaldamento delle serre preesistenti, alimentati a biomassa, gasolio o carbone. Sono escluse quelle che utilizzano rifiuti biodegradabili urbani o industriali.

    Come funzionano gli incentivi

    Per le pompe di calore elettriche e a gas, l’incentivo erogato è calcolato tenendo conto della taglia dell’impianto, della zona climatica, dell’energia prodotta e delle prestazioni dell’impianto.
    Per gli scaldacqua a pompa di calore l’incentivo massimo è di 400 euro per impianti fino 150 litri e di 700 euro oltre i 150 litri. Per caldaie a biomassa, stufe e termocamini a pellet, termocamini a legna, l’incentivo è calcolato in relazione all’energia prodotta, alla potenza dell’impianto, alle ore di fuzionamento, alla zona climatica e all’emissione di polveri.
    Sul solare termico e solar cooling, l’incentivo si calcola per metro quadro installato: 170 euro/mq fino a 50 mq di superficie e 55 euro/mq per impianti oltre i 50 mq di superficie; l’incentivo sale rispettivamente a 255 e 83 euro/mq se si tratta di impianti di solar cooling cioè raffrescamento
    Le amministrazioni pubbliche possono acceder anche agli incentivi per gli interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, dotati di impianto di climatizzazione, possono accedere agli incentivi del Conto termico:

    • - l’isolamento termico delle superfici opache che delimitano il volume climatizzato;
    • - la sostituzione di chiusure trasparenti e infissi che delimitano il volume climatizzato;
    • - la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con generatori di calore a condensazione;
    • - l’installazione di sistemi di schermatura e ombreggiamento non trasportabili per la protezione delle chiusure trasparenti con esposizione da Est-Sud-Est a Ovest.
Progettazione Architettonica
  • Lo studio ArchitettiSpaziotre si occupa della progettazione architettonica di edifici ad altissima efficienza energetica, progettazione bioclimatica, bioarchitettura, avendo a cuore la sostenibilità ambientale e la salute e comfort degli ambienti dove si vive e si lavora.
    Lo stile dello studio è quello di elaborare un concetto d’architettura a misura della persona, in cui la luce sia protagonista dello spazio interno e la struttura sia in dialogo con l’esterno.
    Lo spazio abitato viene pensato come un organismo e il suo involucro alla pelle che adempie alle funzioni di: proteggere, isolare, respirare, illuminare, assorbire, evaporare, regolare, comunicare, RIGENERARE.
    La progettazione ha sempre come incipit lo studio del sito e delle sue caratteristiche, come l’orientamento, i venti dominanti, le aree verdi circostanti, la presenza di scorci interessanti da valorizzare all’interno dello studio delle finestrature.
    Ogni progetto nasce con lo spirito di creare spazi unici, si ascoltano le necessità e le abitudini del committente e si cerca di offrire un abito su misura, fatto di design e amore per la propria casa.

Progettazione Urbanistica
  • Lo studio Architetti Spaziotre si occupa della progettazione urbanistica di quartieri residenziali, di villaggi e residence.
    Il territorio è un bene prezioso da rispettare e da valorizzare: l’input progettuale urbanistico non deve più partire dai metri cubi realizzabili, ma da che ambiente abitativo si voglia creare.
    Ci possono essere delle aree urbane compromesse da speculazioni edilizie passate che vanno riqualificate; si deve pensare al nuovo stile di vita delle persone, con poco tempo a disposizione per la cura degli spazi verdi privati ma desiderose di vivere ugualmente in un ambiente rigenerante, fatto di alberi, di luoghi di relax a cielo aperto, di verde.
    La dimensione urbanistica che coniuga queste tematiche è il villaggio sostenibile, un luogo in cui rifugiarsi dopo il lavoro, dove si trova spazio per sé e la propria famiglia in sicurezza. Non crediamo nei prototipi o modelli teorici omnivalenti, ogni area è a sé, con le sue peculiarità.
    Rimangono fondamentali l’orientamento per la distribuzione dei percorsi e gli accessi alle abitazioni, il tema della gestione e manutenzione degli spazi collettivi, sempre più a carico dei privati.
    Il recupero dell’acqua piovana può diventare una risorsa importante per abbattere i costi di manutenzione l del verde e ridurre gli impianti fognari.

Direzione Lavori
  • Lo studio Architetti Spaziotre si occupa direttamente della realizzazione dei propri progetti, affidando ad imprese selezionate il compito di eseguire materialmente i lavori, ma nello stesso tempo, come direzione lavori, è attenta che tutti i dettagli, i particolari costruttivi studiati in fase progettuale vengano correttamente realizzati.
    In fase progettuale vengono invitate le imprese selezionate ad apportare il loro know-out , il loro bagaglio di esperienze in modo da creare una squadra di lavoro consapevole, informata e motivata, che non improvvisi soluzioni in cantiere che possono mettere in difficoltà le altre lavorazioni.
    Crediamo nella collaborazione attiva di tutti i soggetti del processo costruttivo, facciamo informazione e chiediamo disponibilità.
    In questo modo alla fine di un ciclo costruttivo possiamo offrire garanzia dei risultati, poiché ciascuno ha avuto un ruolo consapevole.

Progettazione Partecipata
  • Lo studio Architetti Spaziotre si occupa di progettazione partecipata e sviluppo urbano sostenibile, conoscendo i vantaggi e i risultati positivi che questo approccio progettuale porta in tutti quei casi pubblici o privati nei quali le politiche territoriali e sociali vengono coinvolte.
    Il percorso formativo intrapreso, per imparare a costruire e gestire i processi partecipativi per la definizione di strategie e scelte condivise, e per la realizzazione di progetti partecipati, ha portato, a conclusione del corso post-laurea di specializzazione, all’analisi della riqualificazione del Quartiere Savonarola di Padova .

    Quando serve

    In tutti quei casi nei quali si vuole modificare il modo di fare politica e operare le scelte sul territorio, al fine di avere una maggiore democratizzazione dei processi attraverso il coinvolgimento delle realtà locali.
    In particolare l’attenzione è rivolta al coinvolgimento e all’attivazione delle risorse locali, alla sostenibilità economica sociale e ambientale, alla collaborazione inter-istituzionale e al coinvolgimento dei cittadini nelle politiche pubbliche. La costruzione di programmi, strategie, piani e progetti partecipati, attenti alla trasparenza e alla democrazia dei processi decisionali, il trattamento dei conflitti, le politiche integrate di rigenerazione urbana, le azioni dal basso condotte a scala di quartiere, i piani di salute, i bilanci partecipativi, sono i principali campi di riferimento.

    Caso studio: “Contratto di Quartiere Savonarola” di Padova

    Trattasi di un programma di recupero urbano, che si configura come un modello sperimentale di riqualificazione edilizia e ambientale ispirato ai principi della partecipazione e dell’ecologia urbana, della progettazione sostenibile delle trasformazioni edilizie, sociali ed ambientali.
    Il progetto di recupero nasce da un’iniziativa dell’Ater di Padova, che in collaborazione con il Comune di Padova, ed altri enti, ha individuato nel complesso residenziale costituito da 200 alloggi di proprietà dell’ATER, realizzati negli anni ’20, un quartiere con le caratteristiche previste per il bando di finanziamenti pubblici per la realizzazione di programmi di riqualificazione urbana. Il bando di concorso prevedeva il Contratto di Quartiere finalizzato ad attivare un processo partecipativo con il coinvolgimento di partners pubblici e privati per reperire risorse finanziarie integrative di quelle messe a disposizione dal Ministero dei lavori pubblici.
    Le problematiche del quartiere erano molteplici:

    • - Elevata presenza di popolazione anziana
    • - Il 56 % delle famiglie è costituito da persone singole o in coppia
    • - Elevata presenza di pensionati e casalinghe e ridotta presenza di occupati
    • - Grave carenza di servizi rispetto agli standard urbani
    • - Degrado urbano diffuso
    • - Rilevante presenza di alloggi in locazione ed in particolare di alloggi pubblici (il 16,33 % contro una media cittadina del 7,51 % caratterizzati da.una situazione di forte degrado e nei quali diviene elevatissima la percentuale dei pensionati, delle casalinghe, delle persone sole e dei disoccupati
    • - Scarsa coesione sociale, per molti aspetti generata dalla situazione di isolamento e di “ghettizzazione che caratterizza alcuni insediamenti di edilizia residenziale pubblica e la Casa dello Studente presente nel guartiere

    L’unità urbana, pur essendo caratterizzata da un forte degrado e da rilevanti problematiche sociali, presentava comunque al suo interno “permanenze” architettoniche ed ambientali e valori culturali e sociali da salvaguardare, nonchè consistenti potenzialita di trasformazione e riqualificazione. In particolare:

    • - Significative testimonianze di storia urbana e territoriale (cinta bastionata cinquecentesca, antichi tracciati viari pregievoli esempi di architettura degli anni Venti e Trenta, …)
    • - Presenza in luoghi centrali del quartiere di complessi di edilizia residenziale pubblica, il cui recupero edilizio e morfologico può costituire elemento essenziale per un progetto di più generale riqualificazione urbana
    • - Assenza al proprio interno di importanti arterie di viabilità urbana e quindi possibilità di configurare il quartiere nel suo insieme quale “isola ambientale”, nella quale sperimentare incisive forme di moderazione del traffico (con positive conseguenze per la salute e la sicurezza dei residenti, nonchè per l’accessibilità e la vivibilità degli spazi pubblici)
    • - Relativa vicinanza al Centro Storico, che ne consente una facile accessibilità pedonale e ciclabile
    • - Consistente presenza di aree potenzialmente riconvertibili a verde e servizi di quartiere e propensione dei privati alla realizzazione di interventi di recupero e ristrutturazione edilizia
    • - Significative tradizioni di battaglie civili e sociali, ad opera soprattutto ma non solo degli abitanti della case pubbliche e forte presenza associazionistica
    • - Immediato e convinto coinvolgimento dei soggetti istituzzonali operanti in zona (Consiglio di Quartiere, Centro Servizi Territoriali, Sert-2, Psichiatria-2, Progeffo Giovani, hter, Esu, …) nell’elaborazione del progetto di “Contratto di Quartiere”

    Il Programma di Riqualificazione Urbana

      • PROGGETTO ECOLOGIA URBANA
        • Il sistema del verde
        • Il ciclo dell’acqua
        • L’uso razionale ell’energia
      • AMBIENTE E URBANISTICA
        • La riconquista degli spazi urbani (mobilità, percorsi, strade, piazze)
        • Il coinvolgimento dei privati
        • Indirizzi per una nuova normativa urbanistica
        • II recupero a parco urbano di Campo di Marte
      • PROGETTO OCCUPAZIONE
        • Previsione di botteghe/laboratori artigiani nell ‘ambito del progetto di ristruthurazione delle case ATER (via e piazza Toselli)
        • Formazione di una “città” dei mestieri” in collaborazione con le Associazioní artigiane e gli istituti tecnici e professionali
        • Istituzione di un Laboratorio di Quartiere geshto da associazioni e cooperative per interventi di assistenza alle persone e di manutenzione urbana
        • Corsi CPIPE/INBAR di formazione professionale edile, orientati alla bioarchitettura
      • PROGETTO PARTECIPAZIONE
        • Adozione della metodologia di AGENDA 21 per l ‘eleborazione e la realizzazione sia del Progetto di Recupero edilizio, che di quello di riqualificazione urbana
        • Attivazione di una rete di solidarietà e mutuo aiuto di quartiere
        • Sviluppo di comunità nell’ ERP (programma attuativo degli interventi di recupero, trasferimenti provvisori, rientri, autogestione condominiale,…)

    Il processo partecipativo è stata un’esperienza riuscita in tutte le sue sfaccettature.
    In primis , i promotori pubblici-privati, con il coinvolgimento attivo e diretto al progetto di recupero degli inquilini, hanno risolto da subito le controversie, i problemi e le perplessità di tutti, facendo in modo che la macchina burocratica facesse il suo corso senza intoppi.
    Il gruppo di rappresentanza degli inquilini, all’interno del progetto, ha avuto un ruolo importantissimo, prima di tutto perchè le esigenze della gente sono state il motore delle scelte progettuali di recupero e poi l’appartenenza ad un gruppo, il non essere soli e abbandonati, è stato l’inizio del processo di riconfigurazione dei rapporti sociali, ha migliorato la coesione e il senso di appartenenza, ha facilitato i trasferimenti delle persone anziane nelle fasi di ristrutturazione degli appartamenti, sono stati affrontati tutti i problemi sociali, dall’occupazione giovanile, al mutuo aiuto e solidarietà, alla sensibilizzazione e alla partecipazione sociale attraverso forme di autogestione.

Blower Door Test ed Indagini Termografiche
  • Lo studio ArchitettiSpaziotre esegue per le case certificate Casaclima il test di tenuta all’aria (Blower Door Test) in modo automatico, e consiglia di eseguirlo anche ai committenti che non possiedono una casa certificata, vista la fondamentale importanza di realizzare un involucro di un edificio il più ermetico possibile.
    l Blower-Door-Test permette infatti di misurare l’ermeticità di un edificio dopo aver imposto una determinata differenza di pressione tra interno ed esterno.
    Il metodo permette di scoprire “le perdite d’aria” dell’involucro edilizio e di valutare il flusso (o tasso) di ricambio dell’aria. Ovviamente valori bassi (infiltrazioni d’aria inferiori) sono preferibili.
    Tipici valori di n50 (differenza di pressione 50 Pa) sono:

    • asa passiva <= 0,6 /h
    • edificio a basso consumo energetico <= 2,0 /h
    • edificio con impianto di ventilazione forzata <= 1,5 /h
    • edificio tradizionale <= 3,0 /h

    Come viene eseguito il Blower Door Test?

    Attraverso un apposito ventilatore, incassato in un telaio, che viene applicato nel foro finestra o del portoncino d’ingresso, l’aria viene immessa o aspirata dell’edificio oggetto del test. Da qui il nome inglese Blower (=Ventilatore) -Door (=porta)-Test.
    La forza del ventilatore viene regolata in modo che tra pressione interna e pressione esterna ci sia una prestabilita differenza di pressione.
    La differenza di pressione tra due punti dell’atmosfera è la causa dei flussi d’aria.
    Al ventilatore sono collegati degli strumenti che misurano la differenza di pressione e l’intensità del flusso d’aria. La velocità di rotazione del ventilatore è regolata in modo tale da generare una ben determinata differenza di pressione tra l’interno e l’esterno. Di conseguenza si induce un flusso d’aria che compensa le “perdite” di differenza di pressione dovute alle infiltrazioni. Il flusso d’aria misurato viene diviso per il volume dell’edificio. Questo valore può essere confrontato rispetto ad altri edifici e alle indicazioni di normativa per avere una caratterizzazione dell’ermeticità dell’edificio oggetto di studio. Poiché a infiltrazioni d’aria corrispondono carichi termici che l’eventuale impianto di riscaldamento/condizionamento deve compensare, il blower door test è fondamentale per valutare il comportamento termico-energetico degli edifici, specialmente se si vogliono raggiungere elevate prestazioni.

    Indagini termografiche di supporto al Blower Door Test

    La termografia è tra le metodiche non distruttive maggiormente utilizzate in edilizia per la verifica di eventuali infiltrazioni d’acqua, per la ricerca di eventuali tubazioni sotto traccia, per capire comè fatta una struttura portante, tipo un solaio in laterocemento, di ponti termici non corretti, di spifferi d’aria e di ogni altra patologia edilizia, così come per poter verificare a fine lavori la corretta posa in opera di un rivestimento a cappotto. La termocamera diventa sempre più uno strumento necessario per la redazione delle Certificazioni Energetiche su edifici esistenti, o su edifici nuovi nei quali non si ha avuto modo di seguire i lavori passo-passo in affiancamento al direttore dei lavori.
    La termo camera sfrutta la differente temperatura superficiale dei componenti di una struttura, per esempio di un muro, condizionata dalla specifica conducibilità termica e dal calore specifico di ognuno di essi.
    Quindi un materiale con valori alti di conducibilità si riscalderà velocemente ed altrettanto velocemente si raffredderà. Per effetto dei differenti valori di questi parametri, specifici per ciascun materiale, i diversi componenti di un manufatto, assumeranno differenti temperature sotto l’azione di sollecitazioni termiche.

Calcolo dei ponti termici
  • Perché i Ponti Termici vanno calcolati ed eliminati? Un ponte termico è una zona dell’involucro edilizio in cui si ha un flusso termico maggiore rispetto agli elementi costruttivi adiacenti, questo genera disomogeneità di temperature e aumento delle dispersioni termiche.
    Si possono classificare in due tipologie:

    • - Ponte termico geometrico: ad esempio congiunzione fra solaio e pareti = differenza della superficie disperdente interna rispetto a quella esterna
    • - Ponte termico strutturale: ad esempio presenza di un pilastro in cemento all’interno di una muratura in laterizio = elementi costruttivi vicini con resistenze termiche diverse
    • - Il ponte termico non isolato correttamente provoca una notevole dispersione di calore e una riduzione delle temperature superficiali interne, con conseguenti sprechi energetici e fenomeni di condensa, che a loro volta possono causare muffe e situazioni insalubri.
    • - Il D.Lgs. 311/2006 obbliga a considerare i ponti termici e a correggerli adeguatamente in fase di progettazione.
    • - Lo studio ArchitettiSpaziotre si occupa del calcolo e verifica dei ponti termici agli elementi finiti, in modo automatico nella progettazione di edifici certificati Casaclima o Sacert, poiché richiesto dal protocollo per ottenere la targhetta energetica.
    • - La correzione di ponti termici va affrontata in fase progettuale : sia nel caso di nuova costruzione che nelle ristrutturazioni si possono trovare soluzioni adeguate, ma l’analisi deve essere fatta preliminarmente valutando l’edificio nel suo insieme e simulando la soluzione ottimale.
Render 3D
  • Lo studio ArchitettiSpaziotre si occupa della elaborazione dei progetti architettonici in 3D, con l’utilizzo di appositi programmi di animazione tridimensionale.
    Iniziare a progettare un edificio da subito in 3D è molto utile ed efficace, permette di valutare l’impatto volumetrico delle soluzioni bidimensionali e di mantenere un’armonia dell’insieme. Lavorare in 3d consente di risolvere sul nascere conflittualità fra gli elementi costruttivi e di avere un controllo completo sui componenti.
    L’applicazione del 3D negli interni è fondamentale per capire il rapporto tra gli oggetti e lo spazio, è uno strumento che potenzia la fantasia e la creatività del progettista.
    Inoltre il cliente può così vedere l’esito finale della costruzione, senza difficoltà di immaginazione e decidere con calma abbinamenti di finiture, colori e particolari.